Vale la pena gradare: il prezzo sotto il quale nessun voto ripaga la tariffa
I tuoi dati
La probabilità di qualsiasi cosa peggiore è quello che le prime due lasciano, quindi devi pensare solo ai due voti che speri.
Risultati
| Probabilità di qualsiasi cosa peggiore, in per cento | — |
| Moltiplicatore medio fra i voti | — |
| Quanto vale la carta dopo la tariffa, in media | — |
| Guadagno rispetto a venderla com'è | — |
| Prezzo non gradato sotto il quale niente conviene | — |
| Invii che tornano peggio, in per cento | — |
La quinta riga è quella da portarsi via, ed è un prezzo, non un voto. Poiché la tariffa è la stessa qualunque cosa torni, a decidere è quanto vale la carta prima di partire: sotto quella cifra nessun voto ripaga la tariffa, e sopra i voti decidono solo quanto si guadagna. Si discute di che voto si prenderà quando la discussione che conta riguarda la carta che si ha in mano.
Quanto vale ogni esito
| Probabilità, in per cento | Moltiplicatore | Vale dopo la tariffa | Guadagno rispetto a venderla com'è |
|---|
Guarda quanta parte della media sta nella prima riga. Con i valori iniziali il voto massimo esce una volta ogni sette invii e porta quasi tutto il guadagno, mentre la riga in basso perde denaro un terzo delle volte. Ecco perché la probabilità del voto massimo è il numero su cui discutere, ed è anche quello che si stima peggio: tagliarlo da quindici a cinque porta il guadagno da centoquarantatré a quarantuno e spinge il prezzo di pareggio da ottantadue a centoquarantadue.
Niente qui conosce lo stato della tua carta, ed è proprio quel dato a fare tutto il lavoro. La pagina accetta senza fiatare una probabilità ottimistica del voto massimo e restituisce una risposta ottimistica, quindi l'uso onesto è provare anche il numero pessimistico e vedere se la decisione regge.
Come so se una carta vale la pena gradarla?
Confronta il suo prezzo non gradato con il prezzo di pareggio che la pagina calcola, cioè la tariffa divisa per quanto il moltiplicatore medio supera uno. Sotto quella cifra la tariffa non si ripaga, qualunque voto torni.
È un prezzo e non un voto, ed è questo il punto: poiché la tariffa è la stessa qualunque cosa torni, a decidere è la carta che hai in mano e non il voto che speri.
Perché il prezzo di pareggio sale così in fretta per le carte comuni?
Perché divide per quanto il moltiplicatore medio supera uno, e quella differenza va quasi a zero per una carta che il voto migliora appena. Un moltiplicatore di tre mette il pareggio a un terzo della tariffa, e uno di poco più di uno lo mette molte volte sopra.
Quindi una carta che gradare si limita a sistemare deve essere cara prima che la tariffa abbia senso, mentre una carta che un voto massimo trasforma può valere l'invio anche costando poco.
| Moltiplicatore medio | Prezzo di pareggio non gradato |
|---|---|
| 1,05 | 2000,00 |
| 1,20 | 500,00 |
| 1,50 | 200,00 |
| 2,00 | 100,00 |
| 2,50 | 66,67 |
| 3,00 | 50,00 |
Quale numero conta di più?
La probabilità del voto massimo, ed è anche quella che si stima peggio. Con i valori iniziali esce circa una volta ogni sette invii e porta quasi tutto il guadagno.
Tagliarla da quindici a cinque porta il guadagno medio da centoquarantatré a quarantuno e spinge il prezzo di pareggio da ottantadue a centoquarantadue. Se la decisione sopravvive solo all'ipotesi ottimistica, non è sopravvissuta.
Cosa non sta tenendo in conto la pagina?
Lo stato della tua carta, che è il dato che fa tutto il lavoro e l'unica cosa che non vede. Accetta una probabilità ottimistica del voto massimo e restituisce una risposta ottimistica senza lamentarsi.
Tratta anche i moltiplicatori come prezzi che riceveresti davvero, e non sa nulla dell'attesa, del rischio nella spedizione, o di un mercato che potrebbe non essere lo stesso quando la carta torna.
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